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Tebe (città greca antica)
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mweaTebe (mweqin greco antico Θῆβαι?, Thḕbai) fu una mwegmwewpolis mwfabeotica, situata a nord del mwfqmonte Citerone, che divide la Beozia dall'mwfgAttica, ai limiti meridionali della pianura della Beozia. Svolse un ruolo importante nella mwfwmitologia greca, luogo delle storie di mwgaCadmo, mwgqEdipo, mwggDioniso e altri personaggi mitici.
Nel periodo mwhamiceneo attirò l'attenzione degli invasori mwhqdorici. La sua posizione centrale nella piana beotica fece diventare Tebe la mwhgpolis dominante della Beozia, e sin dall'età arcaica i suoi abitanti cercarono di stabilire la supremazia completa sulle altre città che circondavano o erano nei pressi di Tebe.
Fu quindi la più grande città della Beozia e fu a capo della mwiaLega beotica. Fu una grande rivale di mwiqAtene, e si schierò con l'Impero persiano durante la mwigseconda guerra persiana. Con la vittoria nella mwiwbattaglia di Leuttra nel 371 a.C., Tebe, sotto il comando di mwjaEpaminonda, divenne mwjqla città egemone greca, riuscendo a sconfiggere mwjgSparta e la mwjwlega peloponnesiaca, ma l'età d'oro della mwkapolis beotica non durò più di un decennio. Il mwkqbattaglione sacro di Tebe, un'unità militare d'élite, è noto per esser mwkgcaduto a Cheronea nel 338 a.C. contro mwkwFilippo II e mwlaAlessandro di Macedonia. Tre anni dopo, la città si ribellò ad Alessandro, che per punizione la mwlqrase al suolo, venendo rifondata dopo la morte del sovrano macedone.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Mitologia
Mito fondativo
Prima della fondazione di Tebe, la Beozia era governata da dei re primordiali: in particolare mwnaBeoto figlio di mwnqPoseidone e che diede il nome alla regione e mwngOgigo, sotto il quale si svolse uno dei miti sul mwnwdiluvio universale greco, sua moglie inoltre si chiamava mwoaTebe, ma diede il nome a una città completamente diversa (mwoqTebe Ipoplacia).cite-ref-1[1]
Secondo il mito, che non ha conservato memoria delle età precedenti quella micenea, Tebe sarebbe stata fondata da mwpwCadmo, figlio di mwqaAgenore re di mwqqTiro e quindi nipote di Poseidone, giunto dalla mwqgFenicia in cerca della sorella mwqwEuropa, rapita da mwraZeus; su consiglio di mwrqApollo Cadmo seguì una vacca sacra fino all'arrivo nella piana beota dove fonderà la città dopo uno scontro con un mwrgdrago sacro ad mwrwAres e dopo essersi alleato con gli mwsaSparti.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] La notizia della venuta di Cadmo fu suggerita forse dall'esistenza della "mwuqCadmea", eretta proprio dagli Sparti in onore di Cadmo.
I re di Tebe
A seguito Cadmo sposò mwvqArmonia, figlia d'mwvgAfrodite ed ebbe 4 figlie e 1 figlio, cedendo il trono al nipote mwvwPenteo, inoltre una delle figlie (mwwaSemele) venne sedotta da Zeus portando alla nascita di mwwqDioniso. Penteo era un tiranno e tentò di bloccare il culto della divinità, ma costui fece impazzire le donne tebane che si riunirono sul Citerone e divennero mwwgBaccanti, che in seguito uccisero Penteo.cite-ref-4[4]
Dopo Penteo regnò sul trono mwyaLabdaco, che iniziò la dinastia labdacide di cui fanno parte anche i re mwyqLaio ed mwygEdipo, il quale cercò di evadere alle profezie ma alla fine uccise il padre Laio e giacque con la madre mwywGiocasta e poi divenne il re della città.cite-ref-5[5] I figli di Edipo mwaaEteocle e mwaqPolinice si affrontarono per il trono, Polinice fuggì ad mwagArgo dove grazie all'aiuto del re Adrasto coalizzò un'armata con cui assediò Tebe (i famosi mwawSette), ma alla fine perirono entrambi i fratelli che furono seguiti dallo zio mwbaCreonte.cite-ref-6[6]
A Tebe crebbe l'eroe e semidio mwcgEracle, il quale difese la città contro mwcwOrcomeno, in seguito Tebe venne attaccata dagli mwdaEpigoni, figli dei mwdqSette che volevano vendicarli e il trono fu usurpato da mwdgTersandro il quale partecipò anche nella mwdwGuerra di Troia, ma non la raggiunse mai. L'ultimo re labdacide fu mweaAutesione, il quale si alleò con gli mweqEraclidi e divenne padre dei diarchi spartani mwegEuristene e mwewProcle. La monarchia di Tebe cadde con mwfaXanto, ucciso da mwfqMelanto di Atene.cite-ref-7[7]
La mitologia di Tebe è riunita nel mwgwcorpus detto mwhaCiclo tebano, composto da 4 opere perdute attribuite agli autori mwhqCinetone di Sparta, mwhgAntimaco di Teo e forse mwhwOmero.
Evidenze storiche
Età del Bronzo
Sui più antichi abitanti della mwmaBeozia, e quindi anche di Tebe, non si hanno dati sicuri. I reperti archeologici mostrano che l'mwmqacropoli della Tebe antica, la cosiddetta Cadmea, era abitata già nell'mwmgetà elladica (mwmwIII-mwnaII millennio a.C.). Sono stati rinvenuti manufatti del mwnqXVI secolo a.C. e perfino mwngaffreschi, che mostrano contatti di Tebe con la mwnwCreta mwoaminoica. In seguito Tebe (*mwoqTʰēgʷai) fu un potente centro mwogmiceneo, forse uno dei più potenti centri della civiltà, tanto che, secondo Deger-Jalkotzy, il suo nome compare nel mwowtempio funerario di Amenofi III, nella Tebe egizia, segnato in geroglifico come mwpady-qꜣj-jꜣ-s.cite-ref-9[9] La città-stato venne poi abbandonata durante il mwqqMedioevo ellenico e fu abitata da mwqgDori ed mwqwEoli, luoghi in cui si sviluppò il mwradialetto eolico, con lievi influenze da quello mwrqdoricocite-ref-10[10].
Finora sono state esplorate solo poche stanze degli edifici del palazzo. Sono stati portati alla luce due complessi edilizi con orientamenti diversi, ma non è chiaro se appartengano a due palazzi diversi e separati nel tempo. Sembra certo che ci siano state in totale tre distruzioni. La prima avvenne nella seconda metà del XIV secolo a.C., verso la fine del Tardo Elladico III A2. È possibile che dopo questa distruzione il primo palazzo sia stato abbandonato e ne sia stato costruito uno nuovo, ma i reperti non sono chiari. Un'altra distruzione avvenne alla fine del periodo Tardo Elladico III B1 (circa 1240/25 a.C.), dopo la quale alcune stanze furono restaurate, mentre altre apparentemente non furono più utilizzate. Alla fine del periodo Tardo Elladico III B2 o della fase di transizione da Tardo Elladico III B a III C (circa 1190-80 a.C.) si verificò una terza distruzione, dopo la quale (alla fine) anche il (nuovo) palazzo fu definitivamente abbandonato. Sebbene gran parte del palazzo non abbia potuto essere studiata a causa delle moderne sovrastrutture, gli scavi effettuati finora hanno portato alla luce numerosi reperti importanti, tra cui un archivio con molte tavolette in lineare B utilizzate per l'amministrazione del palazzo. Un ritrovamento notevole è costituito da 42 preziosi sigilli a rotolo, principalmente mesopotamici (per lo più mwswcassiti) e ciprioti. A questi si aggiungono nove sigilli non incisi e alcuni molto consumati, che non sono più leggibili o identificabili. La maggior parte dei sigilli risale al XV-XIII secolo a.C., ma alcuni esemplari dell'antica Babilonia sono molto più antichi. In origine erano stati conservati in casse di legno al piano superiore e sono stati scoperti in uno strato di distruzione della cosiddetta sala del tesoro. Tuttavia, non è chiaro se questo strato di distruzione corrisponda alla fine del XIIIinizio e XII secolo o a uno precedente, poco dopo la metà del mwtaXIII secolo a.C. (alla fine di Tardo Elladico III B1).Molti sigilli erano in lapislazzuli, un materiale estremamente raro in Grecia all'epoca. Anche una serie di elementi decorativi, come perle di lapislazzuli di diverse forme e piccole antemie di lapislazzuli per collane, rinvenuti nella stessa stanza, erano realizzati in lapislazzuli. Almeno i sigilli cassiti, il cui peso complessivo di 496 g corrisponde all'incirca a una miniera dell'epoca, arrivarono probabilmente a Tebe nello stesso periodo. Secondo l'opinione, tra gli altri, della curatrice Edith Porada, potrebbero essere stati un dono del sovrano assiro mwtgTukulti-Ninurta I, che aveva conquistato mwtwBabilonia intorno al 1225 a.C.cite-ref-11[11] Il dono testimonierebbe i buoni rapporti tra Tebe e l'Assiria, che Porada deduce anche dal cosiddetto trattato di Shaushgamuwa. Si tratta della bozza di una lettera di mwvaTudhaliya IV al re vassallo Shaushgamuwa di mwvqAmurru, secondo la quale si doveva impedire che le navi di mwvgAḫḫijawa si unissero ai mercanti assiri nei porti amorrei. Porada non menziona tuttavia che nello stesso documento, che di solito viene datato prima della distruzione di Babilonia, il sovrano di Aḫḫijawa è stato cancellato con una linea orizzontale da un elenco di grandi re considerati di pari rango. La cancellazione è spiegata con una forte perdita di importanza di Aḫḫijawa poco prima del trattato.cite-ref-12[12] In ogni caso, il ritrovamento suggerisce che la potenza di Tebe non era insignificante all'epoca e intratteneva contatti diplomatici di ampia portata.
Alcuni studiosi ritengono che nel mwxaXIII secolo a.C. Tebe fosse la potenza dominante in Grecia e che il suo sovrano fosse il re di Aḫḫijawa. Aḫḫijawa è il nome ittita di un impero a ovest degli mwxqIttiti, il cui centro era raggiungibile dall'Asia Minore occidentale solo via mare, che nel XIV e per gran parte del XIII secolo a.C. dominava anche parti dell'Asia Minore meridionale occidentale, in particolare mwxgMillawanda (molto probabilmente mwxwMileto). L'opinione prevalente nella ricerca lo identifica ormai con un impero miceneo.cite-ref-13[13] A sostegno dell'ipotesi che Tebe ne fosse la capitale, viene addotto, tra l'altro, il fatto che i rappresentanti della Beozia e mwzaPeneleo, un tebano, figurano all'inizio del mwzqcatalogo delle navi dell'mwzgIliade, ma non mwzwMicene con mw0aAgamennone, e che l'intera flotta salpa da mw0qAulide in Beozia. Tuttavia, l'età del catalogo delle navi è controversa. Anche i sigilli cilindrici mesopotamici sono considerati un'indicazione del fatto che Tebe fosse la potenza dominante di Aḫḫijawa nel XIII secolo a.C. Tuttavia, nella ricerca anche Micene o la regione dell'Egeo orientale intorno a Rodi sono considerate possibili centri dell'Aḫḫijawa/Grecia micenea.cite-ref-14[14]
Tebe come polis
La mw2qmw2gpolis di Tebe nacque intorno all'mw2wVIII secolo a.C., come le altre città greche, ma non sono note abbastanza informazioni al riguardo. Solo che nel mw3a728 a.C. la città ricevette nuove leggi dal mw3qbacchide Filolao di Corinto.cite-ref-15[15]
Più tardi in Beozia fu costituita, probabilmente per difesa dalle mire espansionistiche di mw5aOrcomeno, la mw5qLega beotica, una mw5gconfederazione che comprendeva inizialmente 13 o 14 città, nessuna delle quali predominava sulle altrecite-ref-16[16]. A Tebe la mw6wmonetazione è documentata a partire dal mw7aVII secolo a.C. Attorno al mw7qVI secolo a.C. Tebe divenne, all'interno della Lega beotica, la mw7gcittà egemone, ossia la città a cui spettava il comando in caso di guerra. La supremazia tebana minacciava l'uguaglianza effettiva dei membri della lega, suscitando i tentativi separatistici di alcune importanti città della Beozia, in particolar modo di mw7wPlatea, che cercò fin dal 519 a.C. l'appoggio di Atenecite-ref-17[17].
V secolo a.C.
Alla fine del mw-wVI secolo a.C., i Tebani ebbero il primo contatto con gli Ateniesi, che aiutarono il piccolo villaggio di Platea a mantenere la sua indipendenza contro Tebe, mentre sempre gli Ateniesi nel 506 a.C. respinsero un'incursione nell'Attica. L'avversione e la rivalità con Atene spiega l'atteggiamento antipatriottico che Tebe adottò durante la mw-aguerre persiane, schierandosi con i mw-qPersiani ma rimanendo principalmente neutrale.
Anche se un contingente di 400 uomini (guidato da mw-wLeonziade) fu inviato alle mwaqaTermopili, l'aristocrazia tebana, subito dopo, unì le forze con mwaqeSerse I di Persia e con grande forza e zelo combatté al fianco dei persiani nella mwaqibattaglia di Platea nel 479 a.C. I Greci vittoriosi in seguito punirono Tebe privandola dell'egemonia sulla mwaqmLega beotica.cite-ref-18[18] Gli Spartani volevano addirittura espellere Tebe dall'mwaqganfizionia delfica ma questa proposta non fu attuata per intercessione di Atene; mwaqkPausania, dopo un assedio, la conquistò instaurandovi un governo democratico. Ma i tentativi di instaurare la democrazia a Tebe fallirono in quanto l'ordinamento democratico presupponeva una base sociale che non esisteva in Beozia: l'economia in questa regione era essenzialmente agricola e il potere era nelle mani di aristocratici latifondisti; l'artigianato e il commercio non erano sviluppati, le più grandi città in realtà non erano altro che grossi borghi privi di plebi urbane.
Nel 457 a.C. Sparta, nel cercare una polis che ostacolasse Atene nella sua avanzata nella Grecia centrale, cambiò la sua politica e Tebe divenne nuovamente la potenza dominante in Beozia. Gli Ateniesi occuparono la rocca Cadmea tra il 457 e il 447 a.C., nello scenario dell'mwaq8egemonia ateniese. Anche quando Atene tentò invano di occupare l'intera Beozia nel 431 a.C., incontrando una fiera resistenza tebana, Tebe e la lega si unirono in seguito alla mwaralega peloponnesiaca.
Tebe non riconobbe mai l'egemonia ateniese in Beozia e, dopo le sconfitte di Atene a mwariCoronea (447 a.C.) e soprattutto a mwarmDelio (424 a.C.), la classe aristocratica riprese il potere a Tebe, che riconquistò il ruolo egemonico in seno alla Lega beotica e la riformò, con la creazione delle cariche di mwarqgrammateus, mwarubeotarca e polemarco.cite-ref-19[19]
Nella mwarsguerra del Peloponneso i Tebani, poiché Atene frustrava ogni loro tentativo di espansione in Beozia, furono fermi alleati di Sparta, che a sua volta li aiutò ad assediare Platea, città alleata di Atene, e permise loro di distruggere la città dopo la sua cattura nel 427 a.C. Nel 424 a.C., i Tebani inflissero una severa sconfitta ad una forza d'invasione ateniese nella mwarwbattaglia di Delio, e per la prima volta mostrò la sua forza militare, dovuta alla tattica della mwar0falange obliqua, che l'avrebbe elevata a potenza predominante in Grecia.cite-ref-0-20-0[20]
Alleanza con Atene
Dopo la caduta di Atene e la fine della guerra del Peloponneso, i Tebani, avendo saputo che gli Spartani non avevano intenzione di proteggere le città loro alleate, ruppero l'alleanza. Tebe, che aveva sollecitato Sparta a radere al suolo Atene, nel 403 a.C. aveva segretamente sostenuto il restauro della democrazia nella città dell'Attica, al fine di trovare in essa una buona alleata contro Sparta. Il mutamento nella politica estera può essere attribuito a un governo democratico moderato subentrato a Tebe a quello aristocratico.
Nel 395 a.C., forse influenzati in parte dall'oro inviato dai Persiani, formarono una lega contro Sparta: la città partecipò al fianco di Atene, mwasyArgo e mwascCorinto alla mwasgguerra di Corinto e vinse la mwaskbattaglia di Aliarto (395 a.C.), perdendo però nelle battaglie di mwasoNemea e mwassCoronea. Alla fine la guerra fu risolta dalla mwaswpace comune di Antalcida (386 a.C.) con cui si preservava l'mwas0egemonia spartana, mentre si negava a Tebe l'egemonia sulla Beozia e ordinava lo scioglimento della Lega beotica.
Nel 382 a.C. lo spartano mwas8Febida con l'aiuto di mwataLeonziade occupò la rocca Cadmea con un mwatecolpo di mano, sostituì i governanti democratici con aristocratici filo-spartani e pose quindi Tebe sotto il diretto controllo spartano; il mwatire di Sparta mwatmAgesilao II avallò queste gesta permettendo che mwatqIsmenia, il principale democratico popolare tebano, fosse messo a morte e sostituito dal partito di Leonziade ed mwatuArchia, oltre che l'mwatyarmosta mwatcLisanoridacite-ref-21[21]. L'opposizione democratica in esilio ad Atene, guidata da mwatwPelopida, si alleò con i moderati rimasti a Tebe, guidati da mwat0Epaminonda, e con un'impresa audace riuscì a ripristinare lo stato tebano (379 a.C.) assassinando gli oligarchi. L'episodio segnò l'inizio di una serie di eventi che culminarono addirittura con l'egemonia di Tebe, sia pure di breve durata, sul resto della Grecia.
Egemonia tebana
Epaminonda e Pelopida divennero quindi i protagonisti dello scenario politico di Tebe nel IV secolo a.C., i due infatti, dopo aver ristabilito l'autonomia della città e la lega beotica, la difesero dai continui attacchi spartani, nel mentre però era anche stata interrotta l'alleanza con Atene e Tebe si stava praticamente fronteggiando contro entrambe le città.
Tebe stabilì il suo potere su tutta la Beozia, e nel 371 a.C. riportò mwauwuna notevole vittoria sugli Spartani a Leuttra e i vincitori furono salutati in tutta la Grecia come liberatori. Alla testa di una grande coalizione e della Lega beotica, Tebe paralizzò l'economia spartana liberando da Sparta molti mwau0Iloti, la base dell'economia di Sparta, in seguito invasero il Peloponneso e fondarono la mwau4lega arcadica, le brillanti vittorie furono anche grazie al forte mwau8battaglione sacro di mwavaGorgida.
Nel 362 a.C. i Tebani sconfissero nuovamente gli Spartani nella mwavibattaglia di Mantinea, dove però Epaminonda morì. Poiché anche Pelopida era morto due anni prima, Tebe rimase senza i due personaggi artefici del successo militare e in poco tempo il dominio tebano si sgretolò (tra l'altro la Beozia era una delle regioni più povere della Grecia), anche sotto la pressione del mwavmRegno di Macedonia in ascesa.cite-ref-22[22]
Distruzione di Tebe
Nella mwawoterza guerra sacra (356-346 a.C.) Tebe, non riuscendo nemmeno a mantenere il suo predominio sulla Grecia centrale, chiese l'aiuto di mwawsFilippo II di Macedonia, che sconfisse i mwawwFocesi ma nello stesso tempo s'intromise negli affari del mondo greco. Il pericolo macedone spinse Tebe ad allearsi con Atene, ma le forze greche furono sconfitte nella mwaw0battaglia di Cheronea: la lega beotica venne sciolta, e Tebe dovette versare alla Macedonia enormi riparazioni di guerra e accettare un presidio macedone nella città, entrando nella mwaw4lega di Corinto.
Nel 335 a.C. i Tebani e gli Ateniesi si ribellarono ancora una volta contro i Macedoni, ma il successore di Filippo, mwaxaAlessandro Magno, creduto dall'ateniese mwaxeDemostene (il principale fautore della politica anti-macedone) un ragazzino sciocco (tra l'altro si era diffusa in Grecia la notizia della morte di Alessandro in una sua spedizione) reagì immediatamente; mentre le altre città si arresero, Tebe decise di resistere energicamente. Tuttavia questa resistenza fu inutile: la città fu rasa al suolo, con l'eccezione, secondo la tradizione, della casa del poeta mwaxiPindaro e dei templi dell'acropoli e il suo territorio fu diviso tra le altre città della Beozia. Inoltre, gli stessi Tebani furono venduti come schiavi. Alessandro risparmiò solo i sacerdoti, i generali favorevoli al dominio macedone e i discendenti di Pindaro. La distruzione di Tebe intimorì Atene, che si sottomise ad Alessandro.cite-ref-23[23]
Periodo ellenistico e romano
mwaxoCassandro permise ai Tebani di ricostruire la loro città nel 315 a.C. Tebe fu assediata e presa da mwaxsDemetrio Poliorcete nel 293–292 a.C. La città riprese la sua autonomia nel 287 a.C. e divenne alleata di mwaxwLisimaco e della mwax0lega etolica, in conflitto con la mwax4lega achea.
Nel 146 a.C. Tebe fu conquistata da mwayaRomacite-ref-24[24]. Fece parte della mwayuprovincia di Acaia. Tentò di ribellarsi ai Romani all'epoca delle mwayyguerre mitridatiche, per cui nell'87 a.C. venne occupata da mwaycSilla, che le tolse metà del territorio. Da allora la decadenza fu irreversibile.
A Tebe, circa nel 93 d.C., morì mwaykLuca Evangelista, e fu sepolto in una chiesa locale sorta a Tebe (prima che le esequie venissero spostate a mwayoPadova), nel 2000 una costola venne donata a tale chiesa come reliquia.cite-ref-25[25]
Nel II secolo d.C., mwazaPausania il Periegeta riferisce che Tebe e il territorio circostante erano ormai disabitati e che solo poche persone abitavano nella rocca Cadmeacite-ref-26[26]. La città fu rifondata nel 315 come parte della mwazuprefettura dell'Illirico, ma da quel momento non fu più parte importante della scena politica della Grecia.cite-ref-0-20-1[20]
Nel Medioevo
Entrata a far parte dell'mwaz0impero bizantino all'interno del mwaz4mwaz8thema di mwaaaHellas, di cui era il capoluogo; la città fu il campo di battaglia principale nella mwaaeguerra bulgaro-bizantina del 913–927.
Nell'XI secolo vi fiorì l'industria della seta e delle tintorie di porpora, superando anche la capitale mwaamCostantinopoli: il centro riacquistò l'aspetto di una città e attrasse mercanti stranieri (la vivacità economica che ne derivò favorì l'insediamento di una notevole comunità mwaaqebraica mwaauromaniotacite-ref-27[27]). Nel 1147 fu saccheggiata dai mwaaoNormanni di Sicilia. Divenne poi, dopo la mwaasQuarta Crociata, capitale del mwaawDucato di Atene, costituito nel 1205 sotto la signoria dei mwaa0de la Roche, conoscendo un periodo di prosperità. A partire dal 1311 fu sotto il dominio mwaa4catalano-aragonese. Nel 1388 il ducato passò alla famiglia fiorentina degli mwaa8Acciaiuoli e per Tebe fu una nuova fase di floridezza. Nel 1460 fu conquistata dai mwabaTurchi che la chiamavano İstefe, vi cessò il commercio e tornò a decadere.cite-ref-28[28]
La città moderna
Catturata da mwabgVenezia tra il 1687 e 1699, rimase nelle mani Ottomane fino alla mwabkguerra d'indipendenza del regno di Grecia, dove entrò come municipio della prefettura e provincia di Beozia ed Attica, poi solo prefettura di Beozia e solo infine mwabol'omonima unità periferica sorta con il mwabsprogramma Callicrate, un tempo il capoluogo ma poi sostituita da mwabwLivadeia. Nel 1893 la città fu colpita da un grande terremoto ma venne rapidamente ricostruita.cite-ref-29[29]
La città è rinata nel corso del mwaciXX secolo, espandendosi e arricchendosi grazie al turismo e alle industrie dell'agriturismo, che poi si spostarono verso Sud ad Atene, oggi trae la maggior parte del suo profitto dal turismo e il commercio.
Sette vie della città di Tebe sono illusionisticamente rappresentate nel mwacqTeatro Olimpico di Vicenza.
Conosciuta oggi come Thiva (Θήβα), ha circa 30.000 abitanti concentrati nella parte centrale della città.cite-ref-30[30]
Cronologia
• III-II millennio a.C.: nascita dell'insediamento di Tebe (mwac0Età del bronzo)
• XII-XI secolo a.C.: città-stato mwadimicenea influente
• 1200-800 a.C.: migrazioni degli mwadqEoli (mwaduMedioevo ellenico)
• VIII-VII secolo a.C.: fondazione della mwadcmwadgpoleis tebana
• VII secolo a.C.: istituzione della mwadolega beotica, supremazia di Tebe
• 506 a.C.: incursione tebana senza successo in mwad8Attica
• 480 a.C.: alcuni volontari partecipano nella mwaeebattaglia delle Termopili dove sono uccisi a tradimento
• 479 a.C.: sconfitti assieme ai Persiani nella mwaembattaglia di Platea, mwaeqPausania assedia la città per farle cambiare schieramento
• 457 a.C.: mwaeybattaglia di Enofita: Atene assedia la Rocca Cadmea, mwaecegemonia ateniese sulla Beozia
• 447 a.C.: mwaekbattaglia di Coronea: indipendenza della Beozia e riforma della lega beotica
• 446 a.C.: la lega beotica si unisce alla mwaeslega peloponnesiaca
• 431 a.C.: fallita offensiva ateniese per recuperare la Beozia (sollecitata da mwae0Plistoanatte)
• 427 a.C.: Tebe e Sparta conquistano Platea
• 424 a.C.: mwafabattaglia di Delio, vittoria tattica tebana
• 403 a.C.: Tebe accoglie i dissidenti ateniesi e si unisce alla mwafiseconda lega delio-attica
• 395 a.C.: mwafqGuerra di Corinto: mwafubattaglia di Aliarto, vittoria tebana
• 394 a.C.: mwafcbattaglia di Nemea e mwafgbattaglia di Coronea, sconfitte
• 386 a.C.: mwafopace di Antalcida, scioglimento della lega beotica
• 382 a.C.: colpo di mano spartano, inizia l'mwafwoligarchia tebana, assassinio/diaspora dei democratici
• 382-379 a.C.: istituzione del mwaf4battaglione sacro da parte di mwaf8Gorgida
• 379 a.C.: mwageEpaminonda e mwagiPelopida assassinano gli oligarchici e restaurano l'indipendenza
• 378 a.C.: mwagqguerra beotica (mwaguguerra tebano-spartana): fallito assedio della Cadmea
• 376 a.C.: i tebani respingono due incursioni contro Tanagra
• 375 a.C.: mwaggbattaglia di Tegira, vittoria tebana
• 371 a.C.: strategica vittoria nella mwagobattaglia di Leuttra, ha inizio l'mwagsegemonia tebana
• 370-369 a.C.: incursioni nel Peloponneso e Tessaglia, fondazione della mwag0lega arcadica contro Sparta
• 364 a.C.: mwag8battaglia di Cinocefale: morte di Pelopida
• 362 a.C.: mwahebattaglia di Mantinea contro Atene e Sparta, morte di Epaminonda e crisi dell'egemonia
• 356-346 a.C.: mwahmterza guerra sacra, alleanza con la Macedonia e poi con Atene
• 339-338 a.C.: mwahuquarta guerra sacra, vittoria tebano-ateniese
• 338 a.C.: mwahcbattaglia di Cheronea: sconfitta definitiva di Tebe, sottomissione alla mwahglega di Corinto
• 335 a.C.: mwahobattaglia di Tebe, totale distruzione di Tebe da parte di mwahsAlessandro Magno
• 315 a.C.: ricostruzione della città per volere di mwah0Cassandro
• 293-292 a.C.: assedi della città da parte di mwah8Demetrio Poliorcete
• 287 a.C.: appoggia la mwaielega etolica
• 146 a.C.: sottomissione alla mwaimrepubblica romana
• 87 a.C.: tentativi di ribellione sedati da mwaiuSilla, graduale abbandono della città antica e nascita di quella moderna
Note
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Collegamenti esterni
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• citerefenciclopedia-italiana-1937Aldo Sestini, Arnaldo Momigliano, Angelo Pernice, TEBE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
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